tessile

Dove filati e tessuti sono tinti con erbe, fiori e bacche

29 maggio 2016
Lana in tops tinto con la robbia dalla Tintoria di Quaregna

Sono 212 (per ora) le erbe con cui sono tinti, in modo completamente naturale, filati e tessuti, nella antica Tintoria di Quaregna, nata nel cuore del territorio biellese nel lontano 1948. Colori che derivano da sandalo, liquirizia, mirtillo, noce, papavero ma anche da calendula, malva o dalla curcuma: questi sono alcuni degli ingredienti con cui i laboratori della Tintoria di Quaregna oggi realizzano tinte unite e melange, al 100% naturali, per prodotti tessili destinati all’abbigliamento, al knitting e al settore Home.

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design editoria kids

Mappe illustrate che raccontano le città italiane, ai bambini

19 maggio 2016
ItalyForKids - le mappe illustrate che raccontano le città italiane ai bambini

ItalyForKids è una piccola casa editrice che racconta le città italiane ai bambini. Come? Realizzando mappe illustrate, divertenti e colorate, pensate per viaggiare, imparando e giocando. Mappe disegnate per giovani esploratori del mondo, curiosi di scoprire le bellezze e le curiosità della propria città e di molte altre in giro per l’Italia: come Milano, la mia Torino, Firenze, Roma e (fresca di stampa) Genova.

Le sue creatrici sono due amiche di lunga data: Sara Dania, con un passato trascorso tra la carta e il digitale, e Donata Piva, da sempre impegnata nel mondo editoriale e nella comunicazione. Ad aiutale nel loro progetto, sono i tratti e lo stile di un disegnatore torinese, Mattia Cerato, esperto di mappe e, naturalmente, di illustrazioni per l’editoria kids.

Dopo un averle inseguite a lungo via web nelle loro avventure editoriali e dopo aver sperimentato con mio figlio la lettura della mappa torinese, ho incontrato Sara e Donata al Salone Internazionale del Libro di Torino per farmi raccontare come è iniziata l’avventura di ItalyForKids e quali sono i loro progetti futuri.

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design

Quei prodotti italiani che esistono da generazioni

10 maggio 2016
FATTOBENE - storia di oggetti di design industriale

FATTOBENE è un atlante virtuale di prodotti italiani che hanno fatto la storia dell’design industriale del nostro Paese. Una raccolta di oggetti che esistono tali e quali da generazioni, e che da generazioni intere continuano ad essere utilizzati nel medesimo modo, diventando così parte di un vissuto quotidiano – che mi piace definire – senza tempo.

Chi non ricorda, ad esempio, quel particolare e intenso profumo di mandorla che ti restava nel naso e sulle dita dopo aver finito l’ennesimo collage a scuola?

Basta fare un veloce salto indietro nel tempo per ritrovarsi di nuovo alle prese con la colla Coccoina, quella che si usava proprio per ‘appiccicare’ carta, stoffa e fotografie. Oggi la colla Coccoina esiste ancora, proprio come allora. E dal 1927 viene prodotta con la stessa ricetta da un’azienda di Voghera (Pavia), la Balma Capoduri & C.
E la sua storia è davvero affascinante.

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arredo design luoghi

Nuovi materiali, nuovo design. Nuovi significati

1 maggio 2016
Stokkies, nuovo progetto di design dello Studio Lotte Douves

Spesso mi chiedo perché un oggetto di design, un mobile o un complemento d’arredo mi piaccia di più di altri. Uno dei motivi è per il messaggio che comunica attraverso le forme, i colori, i materiali con cui è realizzato. Per la capacità unica e originale di raccontare a cosa serve e da cosa nasce.

Questa domanda me la sono fatta – come ogni anno –girovagando al Salone Satellite di Milano, quel ‘fuorisalone’ dentro il Salone ufficiale che premia i lavori di giovani designer emergenti. “Nuovi materiali. Nuovo design” è stato il fil rouge dei progetti, e di tutti gli oggetti, che ne sono derivati. Eccone alcuni e quello che hanno significato, per me.

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arredo design luoghi

Milano Design Week. Alcune cose da non perdere

10 aprile 2016
Archiproducts Milano

Manca davvero poco all’inizio della Milano Design Week 2016.
Tra Salone del Mobile e Fuori Salone le cose da vedere sono sempre tantissime. Soprattutto per chi – come me – dovrà concedersi una full immersion tra arredo e design di appena qualche giorno.

Per orientarmi tra luoghi ed eventi non potevo quindi non preparare la mia lista di cose preferite, quelle da non perdere assolutamente. Da assaporare con tranquillità tra una scoperta e l’altra.

Come per il mio blog, anche per la Milano Design Week le mie parole chiave sono design, storie e luoghi.
Ecco quindi la mia wishlist. Continua a leggere

design

Diogenèa, 20 storie per 1 oggetto

20 marzo 2016
Diogenèa - A tale of bowls

Può un oggetto, apparentemente identico, raccontare 20 storie diverse?

Si, se l’oggetto in questione viene ridotto alla sua forma essenziale, diventando il punto di partenza per realizzare uno studio di design davvero curioso: mettere a confronto l’uso di materiali e lavorazioni differenti, attraverso gli aneddoti e il lavoro di chi quell’oggetto lo ha realizzato.

Il progetto si chiama Diogenèa – A tale of bowls. Il protagonista è una ciotola, tonda. Un oggetto semplice, essenziale, universale.

L’idea è di ZPSTUDIO, atelier di architettura e di industrial design di Firenze, che ho conosciuto alla scorsa edizione di Operae, il festival del design indipendente che ogni anno di svolge a Torino. Ed è stata subito una folgorazione narrativa, per chi – come me – adora ascoltare le storie imprevedibili del saper fare e degli oggetti che ne derivano.

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design tessile

Tipicoatipico, la nuova storia dei souvenir

13 marzo 2016
apertura

In principio era il souvenir. Quell’oggetto di uso comune, capace di raccontare un luogo e le sue tradizioni. Quel qualcosa che, di solito, si porta via dopo un viaggio. Per ricordarlo.
Oggi invece è il protagonista di un progetto di design dal mood contemporaneo, Tipicoatipico. Una collezione work in progress ideata da Lanificio Leo, opificio-museo e lab di sperimentazione tessile di Soveria Mannelli (in provincia di Catanzaro). Continua a leggere

arredo luoghi

Cabane, la casa di oggetti vecchi e nuovi

6 marzo 2016
Cabane, concept store a Nizza

Adoro girovagare per le strade di Nizza. Lì, mi sembra sempre primavera.

Sarà per il mare, a due passi dal centro storico. O perché case e palazzi hanno quella luce chiara che sa di sole e di sale. Oppure perché in qualunque momento dell’anno puoi scegliere di pranzare all’aperto, in uno dei suoi tanti bistrot. Magari dopo aver trascorso la mattinata a fare compere tra mercatini e concept store.

È lì, infatti, che tempo fa ho scoperto Cabane. Un negozio-atelier al numero 19 di rue de la Préfecture, vicino alla piazza del Tribunale, nel cuore più antico della città. Una cabane decò accogliente e calda, come comunica il suo nome.

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design editoria luoghi

Passeggiando per Trieste… tra libri, design e baccalà

2 marzo 2015
veduta_trieste

Con il tempo ho imparato che i luoghi non vanno mai scoperti tutti insieme, ma un pezzo alla volta.
Per non perderne le sfumature e tutte le storie affascinanti che nascondono.
Ecco perché è importante concedersi di ritornare. Di ripercorrere strade già fatte, rientrare in posti già visitati. Con la lentezza di chi non ha fretta di vedere, ma tutto il tempo per scegliere e assaporare.

Se potessi, per esempio, io ora tornerei a Trieste. Al suo mare d’inverno, al vento che a volte diventa bora, alla sua storia di città di confine che ne fa un miscuglio di lingue e di culture.

Chi ci abita la considera una città un po’ sonnolenta, chi la visita per la prima volta si ritrova a dar la caccia alle tracce di un passato importante, fatto di bar letterari, monumenti, castelli e principesse. Ma Trieste è anche una città che non ti aspetti. Una ‘Sissi con il piercing’, per raccontarla come ha fatto Mauro Covacich in Trieste Sottosopra, un libro-guida insolito e curioso che mi ha accompagnato nelle mie quattro giornate triestine.
Sotto la sua corazza storica Trieste nasconde infatti anche un lato leggero, ricercato e contemporaneo. Ed è soprattutto questo che mi piacerebbe rivivere e rivedere di questa città.

Per esempio, ritornerei a dormire sui tetti del Borgo Teresiano, nel centro storico di Trieste, per poter far colazione ogni mattina sulla terrazza del quarto piano di un piccolo B&B scoperto per caso, Loft in Flovers. Una casa triestina di fine 800, ristrutturata da appena un anno, con tre camere e un salone luminoso come quello di casa mia, dove poter chiacchierare con la sua padrona, una giovane veterinaria, mamma di quattro bimbi, che a Trieste ha trovato l’amore e un nuovo lavoro.

Caffè San Marco Trieste

Al risveglio, mi tufferei tra le strade cittadine e passando vicino alla Sinagoga, andrei a bere un caffè – o meglio ‘un nero’, come si dice da queste parti – seduta su un divanetto del vicino Caffè San Marco, in un’atmosfera tanto retrò quanto attuale. Qui si possono leggere riviste e quotidiani di ogni tipo, acquistare libri nel suo bookshop oppure passare ore a scrivere, immersi in una pace immobile, tra studenti di oggi e vecchi scrittori. Si, proprio come Claudio Magris.

In onore del mio pezzetto di origini slovene, poi prenderei nuovamente un autobus per andare in collina, verso il Carso, alla ricerca di una delle tante osmize dove mangiare salumi, formaggi e bere vino locale. Questa è davvero un’esperienza singolare: un po’ come invitarsi a pranzo dal vicino di casa, che ti offre i prodotti della sua terra, seduto su una panca di legno in giardino o in salone davanti a una stufa. E online è sempre possibile trovare l’elenco aggiornato di quelle aperte.

Chiesa Trieste
Dopo pranzo, invece, scenderei veloce verso il mare, per passeggiare ancora una volta sul molo Audace, a pochi passi da Piazza Unità d’Italia e dal Canal Grande. Da lì guarderei le case di Trieste in mezzo al blu. Poi mi fermerei nel tempio serbo-ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione. Ascolterei di nuovo i suoni solenni dei loro riti e magari accenderei una delle tante candele, sottili e lunghe, che i fedeli appoggiano sul letto di sabbia di singolari candelabri.
Di certo, però, non dimenticherei di scappare nuovamente nel centro cittadino per fare una piccola pausa nella libreria antiquaria Umberto Saba, dove si può chiacchierare un po’ con il suo  libraio, Mario Cerne, figlio del commesso del poeta.

VUD Design Indipendente
Al tramonto, invece, lascerei il centro per immergermi nella Cavana, il quartiere fulcro della tiepida movida triestina, e mi regalerei un po’ di shopping nel negozio-falegnameria di Filippo Mastinu creatore, insieme alla moglie, entrambi architetti, del marchio di design indipendente Vud. Qui si possono trovare porcellane, tavoli, sedie e oggetti per la casa in legno, hand made e dalla linea minimale. Chi, come me, ama il legno difficilmente riuscirà ad uscire da questa insolita bottega senza portare con sé almeno uno dei suoi bellissimi taglieri, rigorosamente numerati, ognuno realizzati con una forma e un tipo di legno differenti.

SaluMare

Infine mi godrei di nuovo qualche assaggio di tartine al baccalà o di tapas di mare (i cosiddetti rebechin) seduta ad un tavolo di SaluMare. Un vero e proprio laboratorio culinario, dove è possibile assaggiare insoliti piatti di mare, contornati da salmoni e baccalà appesi al soffitto come prosciutti, magari leggendo anche uno dei tanti libri di cucina raccolti nella piccola biblioteca free riservata ai clienti.

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Ma soprattutto, anche questa volta, non mi dimenticherei di parlare con la gente. Con il giardiniere del Castello di Miramare che aveva un figlio in arrivo e parlava del vivere lento, con la bizzarra famiglia che faceva un pic nic serale in Piazza Italia, mente i bimbi giocavano tra le sue suggestive luci a pavimento. O con il custode del terzo piano del Museo Revoltella che ogni giorno trascorreva in perfetto silenzio la sua mattina, tra quadri di ieri e architetture di oggi.

Ma questo, però, è un altro viaggio ancora.